Nemmeno con la fervida immaginazione del piu grande sceneggiatore, nemmeno con il peggior incubo mai vissuto nei mei over 50 avrei pensato di trovarmi in una situazione del genere.
Dopo gli eventi di Cherasco il 24/05/2009 siamo stati costretti ad un momento di riflessione. Mentre pensavamo sul da farsi notavamo un certo fermento sui blog e sui siti specializzati del Tractor Pulling . Per correttezza verso chi ci rispetta e ci segue abbiamo deciso di informare i nostri fans dando una spiegazione di quel che è accaduto in questi ultimi tempi con parole "vere" prive di ogni inquinamento. Le voci sentite e i pareri esposti nei vari forum erano in parte scritte col cuore e da fans sicuramente "super partes" e molte altre basate su schieramenti, false informazioni, deduzioni personali e spesso influenzate da marche o sponsors.
Questa che pubblichiamo è una lettera aperta ai fans e a tutti quelli che si sono domandati che fine abbiamo fatto e perche' fossimo spariti dai campi di gara.
LETTERA APERTA
Con la presente vorrei ripercorrere, in questo momento per noi un po’particolare, la storia della nostra associazione, al fine di non dimenticare i percorsi e le dinamiche che ci hanno portato allo stato attuale.
Tutto ha inizio una decina di anni fa.
Durante i numerosi viaggi in Europa, per motivi legati alle varie fiere agricole, ebbi modo di notare in più occasioni, queste gare con i trattori ed ovviamente ne rimasi immediatamente colpito e particolarmente interessato trattandosi di una cosa davvero eccezionale.
Di ritorno da uno di questi viaggi, entusiasta per tutto ciò che avevo visto, proposi ai miei fratelli di provare a costruire, con le nostre mani, uno di questi trattori.
Con lo stesso mio entusiasmo, i miei fratelli accettarono l’idea.
Ci mettemmo immediatamente all’opera impiegando tante, tantissime ore di lavoro che portarono al dispendio di tanta fatica fisica nonché economica e tante rinunce. Eravamo però felici e motivati perché credevamo fortemente nel lavoro che stavamo portando avanti. Poca esperienza ma molto entusiasmo e voglia di fare.
Stavamo costruendo qualcosa che ci appassionava e ci attraeva fortemente e ci stimolava con tantissime idee innovative.
Costruimmo così la prima slitta casalinga.
Nel frattempo, molti nostri amici si appassionarono al nostro lavoro e all’idea che avremmo potuto cominciare a prendere parte a queste gare con i trattori.
Ritenevamo potesse essere buona iniziativa cominciare a far conoscere questo mondo in occasione delle varie sagre di paese con manifestazioni puramente dimostrative.
Eravamo tutti amici uniti da questa nuova e grande passione, ci trovavamo in compagnia legati dall’intimo piacere e diletto di trascorre momenti di svago mangiando e bevendo in armonia.
Belle serate tra “Amici”; amici in cui credevamo; “Amici” con i quali condividere le nostre ambizioni, le nostre fatiche e le nostre gioie; “Amici” che pensavamo potessero avere i nostri stessi obiettivi uniti dai medesimi principi morali.
Da lì il nostro giro cominciò ad allargarsi ed altri Team si unirono a noi.
Dopo un anno o poco più venne costituito con grande soddisfazione il “TRACTOR PULLING ITALIA”.
Oltre ai fondatori si unirono altri soci e così, al solo fine di dare concretezza all’organizzazione, venne nominato un Presidente ed un Vice Presidente.
Venne subito redatto un regolamento “presidenziale”, e successivamente per adeguarsi al resto dell’ Europa venne deciso di prendere come esempio il regolamento del Tractor Pulling Europa.
L’associazione acquistò un nuovo rimorchio omologato al quale vennero apportate doverose modifiche al fine di far fronte alle richieste dell’associazione manifestate direttamente dalla persona che ricopriva, e a tutt’oggi ricopre, l’incarico di Presidente.
Nel corso degli anni tante cose ci hanno spesso stupito ed amareggiato, però certi dell’amicizia che ci legava, abbiamo spesso chiuso gli occhi proseguendo sempre più ottimisti nel nostro progetto.
In questi ultimi anni però si sono verificate situazioni estremamente spiacevoli; considerato che noi crediamo fortemente nel lavoro che abbiamo fatto sino ad oggi e specialmente nelle motivazioni che ci hanno spinto ad intraprendere questa strada, considerando il nostro rispetto nei confronti di tutte le persone che vengono a vedere le nostre gare e collaborano assiduamente con noi, non possiamo più tacere.
Il ruolo accentrista del Presidente è per noi arrivato ad un livello insopportabile.
In molti casi sono state prese decisioni senza interpellare i soci. Non venivamo mai interpellati per esprimere un opinione od un parere a proposito degli argomenti inerenti la gestione del TPI.
Persino il vice presidente non è mai stato interpellato.
Venivamo sempre a conoscenza dei fatti a decisione avvenuta.
In tutti questi anni non abbiamo mai avuto l’onore di poter analizzare un bilancio, di poterci rendere conto se in cassa fossero presenti o meno fondi disponibili.
E’ sistematicamente un problema poter avere qualche biglietto durante le gare per i nostri amici, è sempre necessario rivolgersi a persone delegate dal presidente per chiedere se è possibile avere qualche ingresso. Durante un paio di gare, a mio fratello Stefano è stato richiesto dal commissario di gara di mostrare il tesserino di riconoscimento inoltre a Ravenna, lo scorso anno lo stesso è stato invitato dal commissario Alex ad allontanarsi dal campo gara (ha dovuto esibire il tesserino “staff”), insomma non sanno nemmeno chi siamo. Ma dov'era Alex agli inizi quando Stefano era a fare le modifiche necessarie alla slitta coricato per terra immerso in due dita di olio da motore?
Anche allo sponsor Ambra lubrificanti, dopo dieci anni, viene chiesto ancora di mostrare il tesserino.
Mi domando, se sia cosa normale chiedere ad uno dei realizzatori e progettisti della slitta di allontanarsi dalla pista se sprovvisto del tesserino. Mi pare assurdo ed irragionevole dovere sentirsi ospiti ed estranei a casa propria dopo quanto è stato fatto da noi per questa associazione.
Noi che, fin dall'inizio, abbiamo investito tempo, energia e sentimento in tutti i progetti.
Se in questi anni non abbiamo mai replicato e protestato per tutte le decisioni sbagliate che sono state prese, è stato solo per rispetto verso alcune persone di cui ci fidavamo, e sottolineo il “fidavamo”.
Abbiamo cominciato a percepire però, che qualcosa stava cambiando.
Non dimentichiamo quando nel 2007, dopo che era stato dato il permesso a Blue Leader Junior di correre con il 3° punto sul tiro e la nostra posizione in classifica era altissima, inspiegabilmente ed immotivatamente venivamo squalificati all’ultima gara su decisione esclusiva del presidente. Nessuna motivazione e nessuna valida contestazione veniva mossa se non quella di aver ricevuto alcune pressioni… Ad oggi ci rimane in archivio un documento sul quale nessuno dei soci - che avrebbero dovuto partecipare ad una riunione per discutere dell'eventuale squalifica - ha ovviamente posto la firma in calce. Lettera rimasta per 12 giorni in mano al presidente che ce l'ha consegnata alla vigilia della ultima gara domenicale (alle ore 22!). Anche in questo caso il vice presidente non fu minimamente interpellato.
Non ci è stata concessa la possibilità di replicare, di far presente che il tiro era già esistente su un'altra macchina (per altro mai sanzionata) e che noi l’avevamo sostanzialmente copiata da quella.
Non abbiamo mai avuto la possibilità di chiedere come mai quella macchina non è mai stata contestata. Non si trattava di un problema di classifica, vero?
Anche in questa circostanza abbiamo voluto credere nei nostri amici e non gettare via tutto; insomma abbiamo preferito "fare finta di niente".
Nel 2008, sempre mentre la nostra posizione era ai vertici della classifica e ci giocavamo il titolo Italiano, in occasione dell’ultima gara si è spento misteriosamente il trattore, spegnimento causato dal dispositivo di sicurezza della slitta (anche questo un mistero TPI e tale rimarrà). Ancora ci stiamo chiedendo cosa può essere successo. Inspiegabile. L’unica cosa certa è che, per la seconda volta, il campionato italiano non e' riuscito a vederci protagonisti come vincitori.
Gli ultimi fatti accaduti a Roreto di Cherasco (CN) il 24 maggio 2009, sono noti a tutti.
La cosa incredibile è il differente trattamento riservato al nostro team rispetto al team Red Fox. Infatti durate la gara precedente, Red Fox viene seguito di corsa dai 2 meccanici, comportamento non conforme al regolamento ma in questo caso viene unicamente comminato un semplice rimprovero.
Durante la performance del Blue Leader junior, quest’ultimo viene seguito da un meccanico che, stando alle voci, cammina velocemente e per tale ragione viene immediatamente squalificato.
Quel giorno Blue Leader junior vince il record di squalifiche mondiali, due in una sola gara!!
A cosa è dovuto questo trattamento sfavorevole nei nostri confronti, perchè tutto questo accanimento ?
Innervosito e disgustato dalla situazione io ed il mio team, di comune accordo, abbiamo deciso di non partecipare alla premiazione.
A distanza di due settimane, per puro caso, andammo sul sito per dare un occhiata alla classifica e scoprimmo che Blue Leader era stato squalificato per comportamento antisportivo.
Per tredici giorni siamo stati primi in classifica e poi, improvvisamente siamo stati squalificati.. E, cosa forse ancora più grave, non siamo nemmeno stati avvisati, nemmeno una comunicazione al vice presidente o allo “zio”, evidentemente le sanzioni vengono inflitte senza che chi le subisce abbia modo di opporsi o impugnarle, in modo del tutto illogico ed arbitrario oltre che illecito.
Tutto questo in totale spregio del regolamento e soprattutto dei tempi perentori di squalifica assai più brevi di quelli adottati in questa situazione.
Inoltre ci chiediamo: come mai il Blue Leader baby ha mantenuto il suo piazzamento senza subire la squalifica?
Volendo essere un po’ maligni, si potrebbe quasi pensare che, essendo arrivato quarto, non abbia costituito pericolo ai vertici della classifica finale.
…volendo essere solo un po’ maligni...
Ci è capitato di consultare forum su siti specializzati, abbiamo letto molti commenti che hanno motivato maggiormente la nostra decisione di intraprendere questa azione di protesta.
Molte delle persone che da tanti anni, come noi, si sono appassionate alla nostra particolare disciplina, sono sempre più persuase che non tutto funziona più come dovrebbe. Questo forse a causa di imprecisioni del regolamento, forse a causa delle decisioni poco chiare prese durante le gare, magari anche a causa della non perfetta gestione del sito ufficiale che non viene aggiornato con regolarità e spesso riporta dati inesatti. Tutto ciò, sommato ad altri fattori, lascia spazio a non pochi dubbi.
La gente che ci segue è amareggiata a causa proprio delle continue situazioni incongruenti e torbide. E’ una spiacevole situazione doversi trovare ad essere vittime di questo sistema che più non ci rappresenta.
Noi non vogliamo essere considerati parte di questo sistema.
Pensiamo sia giunto il momento di un rinnovamento.
Il rischio che si corre è quello di andare sempre più incontro a situazioni quanto meno difficili per il nostro campionato.
Concludo ribadendo la nostra contrarietà relativamente alla gestione del T.P.I. da parte di un presidente anarchico e totalitario, “Amico” diventato nel corso degli anni irriconoscibile.
Un saluto particolare al caro Domenico che ci ha strapazzato nei momenti iniziali, a volte difficili, con il ritornello “TIRO CON IL BOTTO”. Si è guardato bene dal dirlo con altri.
Inoltre teniamo a precisare di non avere mai acquistato un trattore dagli USA!
Non compreremo mai un trattore già fatto perche la nostra passione è sempre stata di costruire un prodotto vincente con le nostre mani.
Abbiamo intrapreso quest’avventura per modificare motori da corsa direttamente nella nostra officina impiegando tantissime ore fino ad avere i risultati che ci hanno distinto in questi anni.
Non ci interessano e non ci sono mai interessate cariche e fregi.
La triste situazione è che se vai troppo forte ti tagliano fuori e se le macchine non vanno ti fischiano (dura è l’avventura!!!!).
Per quanto riguarda qualche diffamatore che si permette di fare commenti su presunte parti speciali: la nostra officina è aperta A TUTTI e siamo disponibili ad ospitarlo presso la stessa per una settimana, quattordici ore al giorno, sabato e domenica compresi. Avrà modo di prendere visione dei pezzi e di rendersi conto che non sono poi così speciali. Bisogna solo sapere come modificarli, servono anni per capire il lavoro da fare ed è necessaria una grande umiltà e non "chiacchiere da blog".
Sicuramente preferiamo vincere con lealtà e onestà grazie ai nostri soli mezzi.
Un saluto ironico anche al commissario Alex per come si agita quando deve prendere decisioni e sventola la bandiera, lo invitiamo a vedere l’operato dei suoi colleghi all’estero al fine di trarre ispirazione.
Questa lettera è necessaria per spiegare a tutti voi quali sono le motivazioni che ci hanno portato alla decisione di interrompere questo cammino. Sono state indiscutibilmente troppe le situazioni “anomale” di cui siamo stati purtroppo protagonisti.
Vogliamo però restare fiduciosi per il futuro, convinti delle nostre motivazioni e con la speranza di poter raggiungere obiettivi comuni per il T.P.I
Firmato
Guido Bertelli
--------------------------
In conclusione, I tre fratelli Bertelli possono decidere a loro discrezione se continuare o smettere. Non hanno padroni e non sono in vendita.